istituzioneIl museo è stato inaugurato il 23 febbraio del 2015, esso espone i reperti provenienti dagli scavi del vasto complesso santuariale dell’Età del Bronzo scavato sottoterra in località Madonna di Loreto a Trinitapoli, dove attualmente è istituito il Parco Archeologico degli Ipogei, e presso San Ferdinando di Puglia. Esso presenta un allestimento delle quattro sale diverso dai tradizionali musei. Nessuna didascalia con termini tecnici sconosciuti, la storia è narrata e visualizzata attraverso fumetti con pannelli che raccontano come si concepiva il senso del sacro e come si rendeva omaggio alla Dea Madre Terra attraverso rituali vicini a noi più di quanto immaginiamo.

La scoperta di questi due siti archeologici avvenne casualmente per lavori infrastrutturali e di edilizia privata: così nel primo caso nel 1987, in occasione dei lavori della fogna bianca, venne scoperta una camera sotterranea, in principio sembrava si trattasse di una semplice tomba a camera, ma poi con meraviglia e tanta emozione ci si è resi conto che ci si trovava dinanzi a qualcosa di molto più vasto e complesso dal punto di vista archeologico: un ipogeo monumentale lungo 20 metri circa, il cosiddetto ipogeo dei Bronzi. Al suo interno è stato ritrovato il corredo più celebre, quello della signora delle Ambre. Hanno fatto seguito la scoperta dell’ipogeo degli Avori, dei Fermatreccia, del Guardiano, del Gigante… Da quel giorno, in 28 anni, sotto la direzione della dottoressa Anna Maria Tunzi archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e direttrice scientifica del museo, sono stati riportati alla luce ben 15 ipogei a Trinitapoli e 5 a San Ferdinando, e la storia continua poiché le indagini non sono ancora complete e questo mondo sotterraneo ha ancora molto da svelarci su questo antico popolo.